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Tema del Convegno: In una economia dove diventa sempre più critico il ruolo svolto dal capitale umano, quale può essere la "via reggiana" per impiegare al meglio il capitale umano già presente sul territorio e per attrarre nuovi talenti?

Come attrarre questi individui?
Sembra che tolleranza, vita culturale, espressione artistica siano le determinanti in base alle quali i talenti scelgono dove vivere. Sembra anche che questi fattori siano oltremodo determinanti per dare spazio alla "creatività diffusa", vero motore dello sviluppo economico di un territorio.

Come può Reggio Emilia rispondere a questo bisogno globale di talenti?
Italian Renaissance crea attraverso questo convegno, un momento di confronto tra istituzioni, imprese e associazioni di categoria su come pensare e agire un nuovo modello di sviluppo dell'economia reggiana attraverso il talento e la creatività.

Il convegno è coordinato da Fabrizio Montanari, Docente dell'Università di Modena e Reggio Emilia, che insieme a Nicola Bigi (docente Università di Bologna) e   Claudio Lacetera (laureando Università di Modena e Reggio Emilia), hanno curato la parte scientifica del progetto. Il convegno vuole affrontare il tema di come lo sviluppo non sia più solo pensabile in termini di diminuzione del costo del lavoro, ottimizzazione delle risorse, ma sia l'apporto dei cosiddetti "creativi", cioè di quei lavoratori della conoscenza che, a prescindere dal settore lavorativo in cui operano, danno un contributo unico al tessuto economico, contribuendo alla sua crescita molto più di quanto non possano fare altri tipi di interventi.

Quindi un alto indice di creatività significa che in una data città abitano molti soggetti definiti "creativi", il problema diventa quindi capire come attirarli.

Il punto saliente è che spesso i soggetti eccellenti normalmente prima scelgono la città in cui vivere e successivamente il lavoro da svolgere.

In quest'ottica diventa fondamentale studiare il tessuto culturale di una città perchè è la fonte di attrazione per questi soggetti e, quindi, come detto in precedenza, il motore dello sviluppo economico; ed ecco che attraverso il progetto Italian Renaissance, questo evento diventa e potrebbe diventare ripetibile negli anni quasi potesse diventare un "festival della creatività".

Se fino a pochi anni fa si considerava l'investimento in cultura come un surplus legato a città o regioni particolarmente ricche, ora si sta dimostrando come sia un modo, probabilmente il principale, per garantire uno sviluppo economico nel lungo periodo.

Investire in cultura non ha semplicemente effetti positivi sull'indotto "industriale" legato al settore "cultura" ma, attirando talenti, ha effetti positivi su tutto il tessuto economico e sociale.

In questo evento si vuole focalizzare il problema sull'investimento su design, grafica, nuovi modi di comunicare come nuove forme culturali dato che, anch'esse possono produrre sviluppo economico al di fuori dell'indotto in cui operano.